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Paragrafo 1 . Bernardino Telesio.


Quanti  hanno  indagato prima di noi la struttura  dell'universo  -
sostiene  Bernardino Telesio - non hanno ottenuto  alcun  risultato
soddisfacente; del resto c' ben poco da aspettarsi  da  uomini  le
cui conclusioni contrastano le une con le altre e, soprattutto, con
la realt stessa che vorrebbero spiegare(2).
     Tutto  ci  accaduto perch c' stata, da parte del filosofo,
una sorta di autosovrapposizione alla realt: piuttosto che cercare
le  caratteristiche delle cose, molto spesso i filosofi hanno  loro
attribuito   quelle   che   essi   pensavano   dover   essere    le
caratteristiche delle cose(3).

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L'umilt del filosofo.

Quanti,  puntando  sulla centralit dell'uomo, ne  hanno  fatto  la
"misura  di  tutte  le  cose",  hanno  inventato  quello  che   non
riuscivano  a  trovare, e immaginato il mondo  "a  loro  arbitrio",
partendo  da  se stessi e, quindi, costruendolo a loro  immagine  e
somiglianza.  Non potendo conoscere il macrocosmo,  hanno  indagato
l'uomo - il microcosmo -, stabilendo una relazione arbitraria tra i
due mondi.
     L'uomo - secondo Telesio - non pu competere con Dio sul piano
della  conoscenza:   necessario riconoscere i  limiti  del  nostro
sapere. In polemica contro tutta quella filosofia che ha preteso di
scoprire  il  fine e il principio di tutte le cose, di  svelare  la
Verit  nella  sua  totalit e assolutezza,  Telesio  definisce  la
propria  ricerca  filosofica come qualcosa di rigorosamente  umano,
con  tutti  i  limiti dell'umanit, che non ha in  s  alcunch  di
particolarmente mirabile(4).
     Questo atteggiamento che, come vedremo,  solo un aspetto  del
pensiero  di Telesio,  particolarmente importante perch  apre  la
prospettiva di un sapere che pu progredire e crescere  in  maniera
indefinita: la sapienza umana non potr mai cogliere il  Tutto,  ma
partendo  dalla  consapevolezza dei propri  limiti  potr  scoprire
sempre  nuovi  pezzi di verit. Da questo atteggiamento  prende  le
mosse la scienza moderna.
     
La natura una e immutabile.

A  fronte del carattere relativo e limitato della conoscenza umana,
Telesio,  rovesciando l'assunto umanistico che aveva le sue  radici
nel  sofista Protagora, afferma che la natura  misura  del  nostro
conoscere  e  del  nostro operare. La misura  ,  per  definizione,
qualcosa di inalterabile, che proprio per la sua inalterabilit pu
essere usata come termine di paragone per le cose che mutano(5). La
natura,  e  non  l'uomo,  ha  le caratteristiche  per  svolgere  la
funzione  di  "unit  di  misura";  essa  infatti  "  perennemente
concorde con se stessa, opera e compie sempre le medesime cose  nel
medesimo modo"(6).
     Questa  convinzione riporta Telesio sul piano  metafisico  che
egli  voleva  abbandonare.  Gi nel  titolo  della  sua  opera  pi
famosa(7)  dichiara  di  volere studiare, attraverso  i  sensi,  la
natura secondo i princpi che le sono propri, cio secondo le leggi
naturali  individuabili. In realt egli assume in maniera dogmatica
dei  presupposti che trascendono i risultati della fisica empirica,
primo fra tutti proprio quello della uniformit della natura.
     D'altro  canto,  anche  questo aspetto -  che,  attraverso  il
bisogno di
     
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     porre  un  Essere immutabile da svelare e conoscere, ricollega
Telesio a tanta parte della filosofia che lo ha preceduto - apre in
qualche  modo  la via alla scienza moderna: le leggi  della  fisica
galileiana e newtoniana per essere formulate devono presupporre una
struttura uniforme e immutabile dell'universo.
     
La sensibilit dell'universo.

Ci  che  unifica  l'intero universo  per Telesio la  sensibilit.
Ogni  cosa,  nella fisica telesiana(8), ha la facolt  di  sentire:
cade  la tradizionale distinzione aristotelica tra mondo inorganico
e  mondo  vivente; anche gli esseri che non hanno  gli  organi  dei
sensi  possono  sentire, perch ciascun ente  senso  in  ogni  sua
parte(9).
     Le  conseguenze di estendere la sensibilit a tutta la  natura
sono  straordinarie: non solo essa risulta tutta  viva  e  animata,
come  gi avevano sostenuto gran parte della fisica presocratica  e
la  magia rinascimentale, ma anche dotata di una forma, per  quanto
oscura,  di  conoscenza. Se la conoscenza  legata alla sensazione,
ovunque   sensibilit e sensazione troviamo una qualche  forma  di
conoscenza(10).
     L'attribuzione a tutta la natura della facolt  di  conoscere,
anche se in una vasta gamma di gradi, ridimensiona ulteriormente il
ruolo   dell'uomo,  annullando  molte  delle  differenze   che   lo
distinguevano  dagli  altri esseri naturali. La  stessa  anima  che
nell'uomo  consente  il  massimo  grado  di  conoscenza,  cio   la
coscienza,  la  consapevolezza  di  s,    un  prodotto  naturale.
L'intera vita intellettuale dell'uomo, per Telesio,  riconducibile
a princpi naturali.
     Se  vogliamo  conservare per l'umanit uno status particolare,
che  la differenzi da tutto il resto della natura, dobbiamo pensare
ad  un  intervento  diretto di Dio: la vita religiosa,  infatti,  
l'unico  aspetto  dell'uomo  che non  riconducibile  alla  natura.
L'anima naturale non pu condurre l'uomo al di l della natura,  al
soprannaturale; quindi Telesio presuppone un'anima  divina,  infusa
direttamente   da   Dio,   aggiunta  (superaddita)   a   tutte   le
caratteristiche
     
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naturali. Quest'anima, per, non condiziona assolutamente  la  vita
intellettuale dell'uomo.
